In ricordo dell’onorevole Grazia Riga. Camera dei Deputati, 15 maggio 2012, ore 13.20. Presiede On. Maurizio Lupi
Signor Presidente, intervengo per ricordare, nella solennità di questa Assemblea, l’onorevole Grazia Riga, deceduta ieri nella sua dimora a Lamezia, come ha riferito la Presidenza della Camera, che già ieri, nel darne comunicazione all’Aula, ne ribadiva la commossa partecipazione al dolore dei familiari.
Non voglio mancare oggi di affidare ai verbali della seduta, insieme al mio sincero rammarico per questa scomparsa, un breve, forse inadeguato, ricordo. Fu, giovanissima, nella VI e Pag. 34VII legislatura, deputato, tra le prime donne calabresi, probabilmente la prima della sua, della nostra, città, Lamezia Terme, ad entrare in Parlamento. Donna di sinistra, per convinzione e tradizione. La sua famiglia era annoverata tra quelle di veri intellettuali di sinistra, i cosiddetti puri, convinti testimoni di ideali, semi di un’idea della politica che, al di là di appartenenze o differenze, non si vorrebbe mai smarrita. Fu mia docente di greco nell’ultimo mio anno di liceo, al Francesco Fiorentino di Lamezia Terme, e ci ritrovammo colleghe qualche anno dopo, nello stesso, storico istituto cittadino che ci aveva accolto prima studenti e poi docenti.
La mia scelta politica, più tardi, distinta e diversa, non fu mai occasione di scontro o di pregiudizio. La sua intelligenza la rendeva rispettosa della differenza, nella forza delle proprie convinzioni. Fece dell’autonomia la cifra identitaria della sua vita, della sua professione, della sua modernità, in una stagione ancora in ritardo rispetto al protagonismo delle donne, ancor più fuori dalle mura. Graziella ha segnato la storia della nostra città, esaltata da quel ruolo di giovane deputato, fino ad allora privilegio esclusivo del mondo maschile. È morta nel silenzio solitario della sua casa, non lascia marito o figli, ma l’eredità di affetti generata dalla sua vivacità ed onestà intellettuale, dalla sua seria formazione culturale, dalla facilità di approccio, dall’umanità, dalla calda umanità donata ad allievi, ad amici, alla politica. La ricorderò nella bellezza della sua prima giovinezza, che il suo tempo adulto, comunque ben vissuto, non può cancellare, almeno nella memoria di chi l’ha conosciuta ed apprezzata (Applausi).

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